La Sindrome dell’Intestino Irritabile è il prototipo dei disordini gastrointestinali funzionali, molto comune in tutto il mondo, in Italia si stima che ne soffra circa il 30% della popolazione.

Cosa è la sindrome del colon irritabile? La "sindrome del colon irritabile" è caratterizzata dalla presenza di una serie di disturbi anche piuttosto variabili, per tipo e intensità. Poiché non è possibile individuare una causa ben definita con i comuni esami medici, gruppi internazionali di esperti hanno elaborato dei criteri diagnostici conosciuti col nome di criteri di Roma e hanno definito la sindrome del colon irritabile "un gruppo di disordini intestinali funzionali nei quali il dolore addominale è associato alla defecazione o a modificazione delle abitudini dell’intestino o a percezione soggettiva di alterata defecazione".

Dolore o discomfort (sensazione fastidiosa) addominale ricorrente per almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi associato a 2 o più dei seguenti sintomi

1 miglioramento con l’evacuazione

2 comparsa associata a variazioni nella frequenza delle evacuazioni

3 comparsa associata a variazioni nella consistenza delle feci

Sintomi aggiuntivi

1 Alterata frequenza delle evacuazioni (meno di 3 alla settimana p più di 3 al giorno)

2 Alterata consistenza delle feci (dure/caprine, poltacee/liquide)

3 Disturbi dell’evacuazione (sforzo, stimolo impellente, sensazione di evacuazione incompleta)

4 Presenza di muco nelle feci

5 Gonfiore o sensazione di distensione addominale

Criteri diagnosi Roma III per intestino irritabile

 

Chi soffre di sindrome del colon irritabile presenta problemi intestinali quali stitichezza, diarrea, gonfiori addominali, alterazione della frequenza delle evacuazioni: queste condizioni possono essere presenti contemporaneamente oppure possono alternarsi per periodi di tempo più o meno lunghi. La composizione, la frequenza e l'intensità dei sintomi presentano una grande variabilità.

Come si sviluppa la sindrome del colon irritabile? I muscoli dell'intestino si contraggono e si distendono per spostare gli alimenti che dallo stomaco attraversano il tratto intestinale verso il retto. Normalmente, il movimento di questi muscoli si svolge mediante un ritmo coordinato.
Nella Sindrome del Colon Irritabile, invece, le contrazioni possono essere più lunghe e più energiche del normale da spingere l'alimento più rapidamente causando gas, rigonfiamento e diarrea. In altri casi, può accadere l'opposto, il passaggio è ritardato e le feci diventano dure ed asciutte.

Perché si sviluppa la sindrome del colon irritabile? Nessuno conosce ancora con esattezza le cause della Sindrome del Colon Irritabile.
Alcuni ritengono che sia dovuta da una alterazione dei nervi che controllano le contrazioni del muscolo o la sensibilità dell'intestino. Altri credono che il sistema nervoso centrale possa interessare entrambi i punti.

Inoltre, dato che le donne rappresentano i due terzi delle persone affette da questa patologia, si ritiene che i cambiamenti ormonali svolgano un ruolo importante. Per molte donne, infatti, i sintomi aumentano durante i periodi mestruali.

La maggior parte di coloro che soffrono di Colon Irritabile accusa un notevole aumento della propria sintomatologia durante gli eventi stressanti. In ogni caso lo stress può solo aggravare i sintomi ma mai causarli.

A volte una diversa malattia, quale ad esempio un episodio acuto di diarrea (gastroenterite) può far sorgere il Colon Irritabile. Anche l’uso di antibiotici la cui assunzione porta alla distruzione della normale flora batterica o l'uso eccessivo di lassativi così come di alcuni farmaci antidiarroici può contribuire al problema.

Per quanto riguarda le abitudini alimentari, il rapporto tra alimentazione e Sindrome del Colon Irritabile può apparire talvolta complesso. In certi casi si verifica una relazione tra pasti e insorgenza del dolore/gonfiore addominale. A ciò si aggiunge che per alcuni sofferenti determinati cibi sono legati alla comparsa dei sintomi principali. Ad esempio latte e latticini (formaggi, yogurt, ricotta, ecc.), carboidrati (pane, pasta, pizza, ecc.) e verdure crude possono favorire dolore/gonfiore addominale

Questi dati confermano come nella gran parte dei pazienti potrebbe essere utile raccomandare una restrizione/limitazione di alcuni alimenti, come caffè, grassi, latte e derivati, vegetali (es. cipolle, legumi, sedano, cavoli, carote, broccoli), frutta (es. tutta la frutta secca e oleosa, kiwi, melone, ciliegie, frutti di bosco, fichi, prugne, banane, albicocche, uva, agrumi, anguria).

I cibi possono influenzare i sintomi almeno con tre meccanismi principali:

1. risposta non specifica al pasto, verosimilmente per un esagerato riflesso fisiologico gastrocolico che può esacerbare i sintomi;

2. reazione avversa, intesa come intolleranza a determinati alimenti (ad es. lattosio, fruttosio e ribosio per il deficit dei relativi enzimi digestivi);

3. vera allergia alimentare sulla base di un meccanismo immunomediato.

Diagnosi: Non esiste alcun esame in grado di diagnosticare con certezza la sindrome del colon irritabile, la diagnosi si basa pertanto su un’accurata valutazione dei sintomi clinici e sull’esclusione di altre patologie.

Diagnosi differenziale

· Malattie infiammatorie intestinali

· Malassorbimento (insufficienza pancreatica, celiachia)

· Disturbi metabolici (ipo – ipertiroidismo)

· Tumore (carcinoide, gastronoma, cancro del colon, adenoma villoso)

· Infezioni (Giardia, Entamoeba histolytica, Yersinia, Campilobacter)

· Dieta (lattosio, fruttosio, sorbitolo, fibre)

· Farmaci (lassativi, antiacidi contenenti magnesio)

Come già sottolineato, i sintomi addominali sono fondamentali; ma si possono presentare anche sintomi associati ed extradigestivi.

In genere sembra ragionevole porre diagnosi basandosi sui criteri di Roma e, in assenza di "sintomi d’allarme", iniziare un trial terapeutico; quindi, solo se il paziente non risponde, ricorrere ad approfondimenti diagnostici

Possono essere effettuati diversi esami di laboratorio (Ormoni tiroidei, test per il  morbo Celiaco, indici di flogosi, test per intolleranze alimentari ect), una colonscopia o una colonscopia virtuale, un’ecografia addominale

Cure per il colon irritabile: esistono? Purtroppo non c’è ancora una vera cura per la Sindrome del Colon Irritabile. La cosa più importante resta imparare a convivere con i sintomi di questa malattia e non lasciarsi mai prendere dallo sconforto.

Per i sintomi moderati il medico può suggerirvi di arricchire la vostra alimentazione con dei supplementi di fibra quali lo psyllium o la metilcellulosa, così come può prescrivervi farmaci antidiarroici per combattere la diarrea o lassativi per il controllo della costipazione.

In alcuni casi, potrebbe consigliarvi degli anticolinergici (antispastici) che alleviano gli spasmi dolorosi dell'intestino.

Nella maggior parte dei casi, potete controllare con successo i sintomi più leggeri del colon irritabile imparando a controllare lo stress e cambiando la vostra dieta e, soprattutto, il vostro stile di vita (l'attività fisica può essere di grande aiuto)


Qual è la dieta ideale per chi soffre di colon irritabile? I dubbi sugli alimenti da mangiare e da evitare tormentano tutti coloro che soffrono di questa sindrome: come si fa a impostare una dieta quando l'intestino irritabile alterna stipsi a episodi di diarrea nella stessa persona? Non esiste perciò una vera dieta per il colon irritabile, ma certo è possibile seguire una serie di regole:

1) La prima regola della dieta è "osservare". Ogni caso di intestino irritabile presenta sensibilità diverse ad alimenti diversi: tutte le volte che i sintomi del vostro colon irritabile si aggravano, chiedetevi che cosa avete consumato negli ultimi due pasti. Se avete poca memoria, potreste tenere un piccolo diario: quando verificherete che la situazione peggiora dopo l'assunzione di certi cibi, avrete trovato i vostri alimenti "pericolosi".

2) La seconda regola è... non prendere troppo sul serio le vostre osservazioni, l'intestino irritabile non è una malattia con una causa misteriosa che bisogna individuare a tutti i costi. Si tratta di un insieme di sintomi che sono generati dall'interazione di problemi funzionali dell'intestino, abitudini alimentari, ritmi e stili di vita non legati all'alimentazione. Nessun alimento è "la causa" del problema. Gli alimenti "pericolosi" aggravano i vostri sintomi e perciò sarà utile limitarne l'assunzione, senza cancellarli completamente dalla dieta.

3) La terza regola è... non ve la prendete. Molto più importante degli alimenti, sono le abitudini alimentari: la dieta per il colon irritabile deve prevedere pasti consumati:
- lentamente
- in un ambiente sereno
- più volte nel corso della giornata (5-6 piccoli pasti)
- con un adeguato consumo di fibre (frutta e verdure)
- con un buon apporto di acqua

Tuttavia uno dei sintomi più comuni, e in genere sempre presente, è il gonfiore addominale che comporta dolori, pesantezza, flatulenza. Alcuni cibi possono provocare flatulenza in maniera particolarmente evidente tanto che possono essere classificati come ... ad alto potenziale flatulogenico!

In genere il pesce e tutti i tipi di carne hanno un potenziale flatulogenico basso. E' così perché non contengono fibre, carboidrati e zuccheri che fermentano nell'intestino e favoriscono il gonfiore

Verdure

Cipolle, fagioli (beh i fagioli!), carote, cavoletti di Bruxelles: alto potenziale flatulogenico
Patate: medio potenziale flatulogenico (sensibilità individuale)
Olive, insalate, peperoni, pomodori, asparagi, zucchine: basso potenziale flatulogenico

Frutta

Frutta secca, prugne, pere, banane, albicocche: alto potenziale flatulogenico
Agrumi, mele: medio potenziale flatulogenico (sensibilità individuale)
Melone, uva: basso potenziale flatulogenico

Cibi ad alto contenuto di carboidrati (derivati dai cereali)

Dolci e pasta: medio potenziale flatulogenico (in quantità limitate)
Riso e prodotti da forno secchi: basso potenziale flatulogenico

Latticini

Latte e formaggi freschi: alto potenziale flatulogenico
Yoghurt: basso potenziale flatulogenico