La sordità e le vertigini sono patologie diffuse e possono limitare l’autonomia di una persona.

Il paziente con sordità e vertigini deve essere considerato nella sua globalità, non limitandosi alla diagnosi e terapia ma valutando anche la disabilità che ne deriva, quindi, la non solo gli aspetti sanitari, ma anche quelli riabilitativi e sociali.

La sordità è una patologia che può colpire il bambino, l’adulto e l’anziano, con aspetti e problematiche diverse. Il miglioramento delle cure intensive neonatali con una maggiore sopravvivenza di neonati

pre-termine o in condizioni di sofferenza perinatale ha aumentato l’incidenza di sordità congenite. Negli anni, inoltre, l’aumento dell’aspettativa di vita ha determinato una maggiore diffusione dell’ipoacusia, sia determinata da un fisiologico invecchiamento dell’orecchio interno "presbiacusia" sia per la presenza di fattori di rischio (ipertensione, diabete, esposizione a rumore, patologie vascolari e immunitarie).

Ipoacusie anche medio-gravi possono rendere difficile la vita sociale di un soggetto, diventa difficile l’ascolto in ambienti rumorosi, in luoghi pubblici come un bar o un centro commerciale, è difficoltoso l’ascolto della voce riprodotta dal telefono, dalla televisione o dalla radio. I soggetti che utilizzano l’udito a livello professionale possono avere notevoli problemi a causa di un danno uditivo, in questi casi è importante anche l’aspetto della prevenzione.

Le vertigini

sono una patologia che colpisce adulti e anziani, raramente i bambini, e, talora, è estremamente invalidante modificando drasticamente la qualità della vita. La vertigine soprattutto quella cronica o recidivante si accompagna ad un importante coinvolgimento emotivo, fino a veri e propri disturbi di ansia. Questi disturbi non sono determinati solo dalla paura delle vertigini, ma da connessioni funzionali tra il sistema vestibolare (che controlla l’equilibrio) e il sistema limbico ( che gestisce le nostre emozioni).

Un soggetto con vertigini o disequilibrio può sviluppare difficoltà negli ambienti non domestici, spesso a casa il paziente si "sente sicuro" ma non è più capace di fare una passeggiata da solo o di andare a fare la spesa. Il trovarsi in ambienti affollati o molto grandi può accentuare le vertigini, il paziente può attuare strategie di evitamento delle condizioni che creano disagio, limitando la sua vita sociale.

La tecnologia, oggi, consente raffinate indagini topo diagnostiche impensabili fino a qualche anno fa e ha reso disponibili risorse per la cura di sordità e vertigini dalla protesizzazione acustica all’impianto cocleare nel caso della sordità a trattamenti farmacologici e riabilitativi nel caso delle vertigini.

L’approccio al paziente con sordità varia in funzione dell’età del paziente e in funzione del grado di ipoacusia.

La diagnosi audiologica della sordità invalidante pediatrica è un’urgenza che deve essere affrontata nell’arco di pochi giorni, un programma di screening neonatale permette attualmente di formulare questo sospetto. La diagnosi precoce nel neonato, infatti, è importantissima.

Un dubbio allo screening neonatale indirizza il neonato ad una valutazione audiologica di secondo livello, che consente di confermare o meno la sordità e quindi dirigere il paziente ad un iter terapeutico adeguato al suo livello di sordità.

Oltre alla valutazione dell’impairment, ossia del grado di perdita uditiva e alla topo diagnosi, si esegue anche una diagnosi comunicativa, fondamentale per conoscere le ripercussioni della sordità sugli aspetti relazionali.

La collaborazione del Centro Medico Aurora con specialisti del servizio di Audiovestibologia di Varese, specializzato e con un’esperienza unica in Italia sul trattamento della sordità profonda attraverso l’impianto cocleare (IC), dove sono stati codificati e validati test specifici permette di affrontare queste problematiche. I test utilizzati sono: la videoanalisi comportamento comunicativo, il test abilità uditive di Varese, test di intelligibilità espressiva Varese, si utilizzano comunemente, inoltre, il SIFTER per lo screening del rischio scolastico, ed il test di Sanders per la quantificazione della disability sia del bambino che dell’adulto.

Mentre un bambino con sordità medio-lieve generalmente risolve il suo problema comunicativo completamente con le protesi acustiche e non necessita di riabilitazione il bambino con sordità profonda bilaterale viene preso in carico insieme alla sua famiglia.

Viene avviato all’immediata protesizzazione di potenza e inserito in un protocollo riabilitativo con metodo protesico-cognitivo.  Il coinvolgimento attivo dei genitori e soprattutto della mamma è fondamentale.

I genitori sono i primi ad avere un sospetto di sordità nel neonato e sono i primi riabilitatori del bambino, devono accettare il bambino con sordità ed essere aiutati ad elaborare la malattia del figlio, è necessario rispettare i loro tempi nell’elaborare il "lutto" determinato dalla diagnosi di sordità nel proprio figlio e indicare la proposta terapeutica all’Impianto Cocleare solo quando vi sia una piena presa di coscienza .

Se tutti gli steps vengono rispettati e non vi sono deficit correlati, che vengono esclusi o inquadrati dai consulenti specialisti del centro, l’ Impianto Cocleare garantisce al bambino con sordità profonda una comunicazione normale anche se è necessario un iter riabilitativo impegnativo. Questo garantisce un’integrazione scolastica e sociale completa, senza necessità di rieducazione ad oltranza e tantomeno sostegno scolastico e laddove questo avvenga deve essere considerato come un fallimento del progetto sul piccolo.

Oggi i bambini sordi hanno diritto ad una diagnosi precoce e alla completa risoluzione della loro disabilità e ciò dipende unicamente dai professionisti del settore e dalla cultura sociale sulla sordità.

Tutti i bambini, inoltre, portano un sistema FM fondamentale per ridurre gli effetti del rumore e, poiché, i piccoli frequentano la scuola sia essa dell’infanzia o primaria tale sistema viene prescritto a tutti con immediati effetti positivi.

Altro mezzo irrinunciabile per i piccoli sordi che sono avviati all’IC è il vibratore sternale che attiva l’awareness ossia l’attenzione al suono ambientale e che attiva molto rapidamente i pre-requisiti uditivi.

Nei bambini, inoltre, anche in presenza di un udito normale è possibile riscontare l’eventuale presenza di Auditory Processing disorders, che possono spiegare difficoltà comunicative o nel rendimento scolastico dei piccoli pazienti.

Per il paziente adulto vale la stessa regola anche se il percorso riabilitativo in genere è meno oneroso.

L’ adulto e l’ anziano con sordità necessitano in primis di una corretta topo diagnosi, quindi di prove di adattamento protesico che vengono eseguite al fine di procedere con la prescrizione protesica personalizzata.

Viene quindi avviato ad una fast rehabilitation per la piena presa di coscienza del problema e il raggiungimento dell’autonomia nella gestione dello stesso.

La presbiacusia o sordità dell’anziano costituisce circa il 30% delle ipoacusie nei pazienti anziani, in molti casi il deficit è determinato da altre cause, ipoacusia da rumore, farmaci ototossici, patologie orecchio medio. Nel soggetto ipoacusico bisogna considerare il deficit uditivo, il deficit discriminativo "sento ma non capisco le parole"e il deficit di attenzione selettiva.

La perdita della funzione cocleare determina difficoltà nell’analizzare i suoni e la parola, nel soggetto anziano, cambiamenti neuropsicologici possono aggravare la disabillità uditiva, attraverso la ridotta "ridondanza intrinseca" del messaggio uditivo.

Il trattamento terapeutico delle sordità nell’anziano quindi non è limitato solo alla prescrizione di una protesi acustica adeguata, ma si accompagna ad un trattamento riabilitativo che consente di sviluppare strategie adeguate a risolvere il problema comunicativo. Nel soggetto adulto ed anziano con sordità è utile un counseling per motivare il soggetto all’utilizzo di una protesi acustica, questa non va imposta ma deve essere accettata e soprattutto il paziente si deve rendere conto del reale beneficio. Quindi anche il paziente adulto e anziano con protesi acustica deve essere preso in carico in modo globale, per migliorare la qualità della vita favorendo la comunicazione e riducendo eventuali disturbi depressivi o declino cognitivo.

Il paziente adulto con sordità profonda che non trova beneficio con le protesi acustiche viene indirizzato all’Impianto Cocleare, l’approccio riabilitativo al paziente adulto è diverso, questo ha già una memoria uditiva, non deve imparare a parlare, ma deve imparare ad usare l’impianto, che gli consentirà di avere una vita normale anche quando le protesi acustiche non sono più sufficienti a garantire adeguate performance comunicative.

Gli specialisti del servizio di Audiovestibologia di Varese che collaborano col Centro Medico Aurora hanno in carico più di 1000 pazienti con Impianti Ccocleari.

Per quanto riguarda le vertigini che sono un sintomo diffuso ed invalidante, nei soggetti adulti ed anziani possono manifestarsene di vari tipi.

Le vertigini possono essere rotatorie, oggettive, di breve durata, durare diverse ore o giorni, il paziente le può riferire come sensazione soggettiva di rotazione della propria testa, instabilità o disequilibrio nella deambulazione, possono presentarsi associate a sintomi uditivi o possono essere un unico sintomo.

Il paziente vertiginoso spesso presenta sintomi associati quali nausea e vomito, o può sviluppare disturbi d’ansia. Presso il Centro Medico Aurora il paziente viene valutato dallo specialista con un’attenta anamnesi, così da valutare le caratteristiche del sintomo, i segni associati ed eventuali patologie che possono determinare la vertigine.

Sarà quindi necessario diagnosticare le possibili cause ed escludere patologie cardiache o neurologiche. Il protocollo diagnostico in questi pazienti prevede una valutazione clinica con una "bed side examination", una valutazione audiologica per escludere sordità improvvise e una valutazione neurologica se presenti segni clinici di coinvolgimento del sistema nervoso centrale.

Il paziente vertiginoso non acuto, viene sottoposto ad una valutazione oto-vestibolare completa (bed side examination, valutazione audiologica, studio dei potenziali evocati uditivi, studio dei potenziali evocati vestibolari miocenici, prova calorica e roto-acceleratoria, test stabilometrico). Questi esami consentono di eseguire un’accurata "topodiagnosi vestibolare".

Individuata la causa delle vertigini, se di origine vestibolare o non vestibolare, il paziente può accedere alle terapie adeguate.

Nel caso delle patologie vestibolari l’approccio terapeutico può essere farmacologico, di tipo riabilitativo, e in alcuni casi chirurgico.

Se le vertigini sono causate da disturbi non vestibolari, si indirizza il paziente verso lo specialista di competenza, ma comunque in molti casi di disturbi dell’equilibrio associati a patologie neurologiche l’utilizzo di protocolli riabilitativi per il recupero della funzione dell’equilibrio si è rivelato efficace. Il paziente necessita di un counseling adeguato, se ha sviluppato ansia o paura della vertigine viene rassicurato sul fatto che le vertigini si curano.

Nella valutazione del paziente è importante tener conto della sua qualità di vita, del grado di disabilità che la vertigine comporta, non considerando solo il sintomo vertigine, ma il paziente vertiginoso.

Il paziente va valutato globalmente, non va valutata la sordità soltanto ma il paziente sordo che deve sentire e comunicare, e non va valutata la vertigine da sola ma il paziente vertiginoso che deve risolvere le disabilità.