IN ARRIVO DAGLI USA UNA MAMMOGRAFIA IN 3D

Secondo gli ultimi dati sull’incidenza e la prevalenza del cancro della mammella nella popolazione femminile italiana il numero di nuove neoplasie mammarie si attesta su valori sempre superiori a 40 mila all’anno, con un trend in aumento: erano 41.608 nel 2000 e in 6 anni si è registrata una crescita del 13,8%; il maggiore incremento percentuale del numero di nuovi tumori della mammella si riscontra nelle donne di età compresa tra 25 e 44 anni (quasi 77 donne ogni 100 mila in questa fascia d’età, con un aumento del +28,6% in sei anni).

La ricerca del tumore del seno nello stadio precoce trova oggi un grande alleato nei risultati della più recente ricerca scientifica: la tomosintesi di seconda generazione.

Questa nuova tecnica di mammografia tridimensionale può migliorare significativamente l'accuratezza dello screening per il cancro al seno. Uno studio della Emory University School of Medicine di Atlanta e' stato pubblicato su Radiology (Radiology January 2013 266:1 81-88). L'attuale mammografia a raggi X bidimensionale e' il sistema piu' diffuso per l'individuazione del cancro alla mammella, ma ha qualche limite. Per esempio, a causa dii una sovrapposizione di tessuti, una lesione può essere nascosta e, se e quando individuata, non e' mai stimata volumetricamente. La nuova tecnica si chiama mammografia digitale stereoscopica (tomosintesi) e attraverso un'immagine 3D riesce a superare queste limitazioni. Questa impiega sempre la tecnologia della mammografia digitale in 2d ma i raggi X sono modificati in modo da muoversi separatamente e creare due differenti prospettive che danno una visione tridimensionale. "Nella nostra tecnica i canali dei raggi X funzionano come gli occhi, con due differenti immagini che forniscono differenti viste della struttura interna della mammella", ha spiegato Carl D'Orsi, fra gli autori della ricerca. In un test condotto su 779 pazienti a elevato rischio di cancro, l'accuratezza dell'individuazione del tumore e' risultata migliore nel caso della tecnica 3d: 90,9% contro l'87,4 della mammografia digitale bidimensionale, un aumento statisticamente significativo.

Seconda generazione perché:

Gli angoli fra le esposizioni non sono più costanti, ma variabili: ottimizzandoli si usano solo quelli utili

  • Le dosi raggi rilasciate ad ogni esposizione non sono più costanti, ma variabili: dose raggi totale più bassa
  • L’angolo di scansione è più ampio: visione ottimale 3D
  • La tomografia e la mammografia non sono più distinte, ma combinate nella stessa scansione e ricostruzione: due risultati con un’unica scansione
  • L’algoritmo di ricostruzione non è quello pensato per TAC o Risonanza magnetica, ma di tipo iterativo: ideale per Tomosintesi
  • Pur avendo un angolo di scabnsione ampio il numero di esosizioni è il più basso (solo 13): dose ottimizzata e ridotta
  • Utilizza un detector al Selenio amorfo di 3° generazione dedicato: veloce con guadagni ottimizzati per Tomosintesi

 

La nuona unità di Tomosintesi GIOTTO Tomo è stata presentata nel settembre scorso al congresso della Società Italiana per lo screening mammografico (GISMa)

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